Pratica, tradizione, studio e continuità.

 
 

Una scuola di yoga, prima di tutto.
Un luogo in cui la pratica possa diventare parte della vita.

Yoga Nilaya nasce da un'idea semplice: lo yoga merita di essere praticato con serietà, curiosità e continuità.

Nel 2019 Valentina ha fondato Yoga Nilaya | Ashtanga Yoga Lecco con il desiderio di creare una scuola in cui l'Ashtanga Yoga potesse essere studiato nella sua forma tradizionale, senza trasformarsi in una moda passeggera e senza perdere, allo stesso tempo, la capacità di parlare alla vita contemporanea.

Perchè una scuola di yoga non è soltanto una sala in cui si svolgono delle lezioni: è un luogo di studio, di pratica e di incontro; uno spazio in cui tornare con regolarità, costruire esperienza nel tempo e lasciare che lo yoga faccia il suo lavoro, un po' alla volta.
È questa l'idea che guida Nilaya.


La pratica prima della performance

Lo yoga non è una gara e non è una collezione di posizioni da conquistare.

L'asana è importante, naturalmente, ma rappresenta una parte di un percorso molto più ampio. Mi interessa ciò che accade quando una persona pratica con costanza: il rapporto con il corpo cambia, il respiro diventa più consapevole, l'attenzione si affina e, lentamente, anche il modo di stare nelle difficoltà può trasformarsi.

Per questo a Nilaya la pratica viene prima del risultato.
Cerchiamo di creare le condizioni perché possa diventare qualcosa da vivere, non qualcosa da esibire.
La differenza può sembrare sottile, ma cambia completamente il modo di stare sul tappetino.


La tradizione, senza nostalgia

L'Ashtanga Vinyasa Yoga è una pratica antica nella sua impostazione e profondamente contemporanea nella sua capacità di metterci davanti a noi stessi.

A Nilaya ne preserviamo la struttura, il respiro, la disciplina e il rapporto diretto tra studente e insegnante.
La pratica Mysore, in particolare, permette a ciascuno studente di procedere secondo il proprio ritmo, imparando progressivamente la sequenza e sviluppando autonomia nella pratica.

Crediamo nella tradizione, una tradizione rimane viva quando viene studiata, praticata e trasmessa con rispetto, mantenendo intatto ciò che ne costituisce l'essenza e sapendo leggere le persone e il tempo in cui viene insegnata.

Per questo consideriamo importante conoscere da dove proviene ciò che pratichiamo, comprendere il significato dei suoi strumenti e non ridurre lo yoga alla sola dimensione fisica.


Una scuola in cui si viene per praticare

Ci piace pensare a Nilaya come a una scuola nel senso più autentico del termine.

Si viene per imparare, ma anche per continuare a studiare quando si è già imparato molto. Si viene per trovare una pratica adatta al proprio livello, per approfondire, per fare domande, per osservare e, soprattutto, per tornare.

La continuità ha un valore che nessuna singola lezione può sostituire.

È nella ripetizione che il corpo comprende. È nella regolarità che il respiro cambia. È nel tempo che una tecnica diventa esperienza.

Per questo non ci interessa costruire un luogo in cui ogni lezione debba essere straordinaria.
Ci interessa costruire un luogo al quale si abbia voglia di tornare.


L'insegnante è ancora uno studente

Crediamo che insegnare yoga richieda, prima di tutto, continuare a praticare.

Un insegnante non dovrebbe mai smettere di essere studente: continuare a studiare, a porsi domande, ad approfondire la propria pratica e a confrontarsi con la tradizione fa parte della responsabilità dell'insegnamento.

A Nilaya l'insegnamento nasce da questa prospettiva.

La pratica non deve essere qualcosa che si possa semplicemente spiegare agli altri dopo averla imparata una volta, ma un percorso che continua, e proprio per questo anche l'insegnante continua a studiare, formarsi e imparare.


Una scuola radicata a Lecco

Nilaya è nata a Lecco, e a Lecco vuole continuare a crescere.

Crediamo nel valore delle realtà che scelgono di avere un legame autentico con il proprio territorio: collaborare, sostenere iniziative locali, creare relazioni con altre realtà e contribuire, ciascuno nel proprio piccolo, alla vita della città.

Per questo Nilaya non vive soltanto dentro la shala, ma le collaborazioni con associazioni, professionisti, aziende, istituzioni e realtà sportive del territorio fanno parte della nostra storia.

Lo stesso vale per i progetti rivolti ai giovani, le iniziative nelle scuole e le attività dedicate a chi normalmente avrebbe meno possibilità di avvicinarsi alla pratica.

Lo yoga è una pratica personale, ma questo non significa che debba essere isolata dal mondo.


Yoga per tutta la vita

Non consideriamo lo yoga come qualcosa da fare per qualche mese.

Ci interessa trasmettere una pratica capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita: quando si è giovani, quando il lavoro occupa gran parte delle giornate, quando il corpo cambia, quando arrivano nuove responsabilità e quando si ha finalmente più tempo da dedicare a sé.

Per questo Nilaya è pensata per accogliere percorsi diversi, livelli diversi e persone diverse.

Non tutti praticheranno allo stesso modo e non tutti cercheranno le stesse cose. Qualcuno arriverà per il corpo, qualcuno per il respiro, qualcuno per la meditazione; qualcuno rimarrà per anni e qualcun altro attraverserà Nilaya per un periodo della propria vita.

Ognuno può trovare il proprio modo di praticare.


Il tempo fa la differenza

Viviamo in un'epoca che ci abitua ad avere tutto rapidamente: informazioni, risultati, stimoli, risposte.

Lo yoga insegna qualcosa di diverso: insegna che alcune cose hanno bisogno di tempo.
Una postura si costruisce.
Una sequenza si impara.
Il respiro si osserva.
La concentrazione si allena.
La conoscenza arriva con lo studio e con l'esperienza, e, forse più di tutto, si impara a restare.

È una delle ragioni per cui a Nilaya attribuiamo valore alla continuità e alla storia personale di chi pratica con noi. Gli anni di pratica non sono semplicemente un numero: raccontano una relazione costruita nel tempo.


La visione di Valentina, la fondatrice

“Vorrei che Nilaya rimanesse una scuola in cui lo yoga viene preso sul serio, senza diventare rigido; in cui la tradizione viene rispettata, senza essere cristallizzata; in cui l'insegnamento è rigoroso, ma umano; in cui chi arriva per la prima volta e chi pratica da molti anni possa continuare a trovare qualcosa da scoprire.
Credo nella serietà dello studio, nella precisione dell'insegnamento e nel rispetto della pratica; allo stesso tempo, credo che in una scuola ci debbano essere anche leggerezza, ironia, convivialità e piacere di stare insieme. Una tazza di tè dopo la pratica, una conversazione, un libro preso dalla biblioteca, una colazione condivisa, una serata di Kirtan o semplicemente qualche minuto di silenzio possono avere un posto accanto alla pratica tanto quanto un approfondimento sulla filosofia dello yoga.
Vorrei che, entrando nella shala, si percepisse immediatamente che qui c'è una storia, una direzione e un modo preciso di intendere la pratica.
E vorrei soprattutto che, dopo una lezione, una persona uscisse dalla porta con qualcosa in più rispetto a quando è entrata: magari un corpo più libero, un respiro più ampio, una mente un po' più quieta oppure semplicemente una nuova domanda da portarsi dietro.
Perché per me lo yoga non serve a costruire una versione perfetta di noi stessi, serve a conoscerci meglio. E questo, in fondo, è il viaggio che desidero continuare a fare con Nilaya.”

Valentina